19 Settembre 2008

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J'avais envie d'écrire il y a longetemps, mais pas contre j'ai retrouvais pas les justes mots.

Quelque chose est en train de changer. J'ai pas plus besoin de mots, mais seulement d'actions. Il faudrait partir. Quelques parts. Pas de pensées. Pas de mots inutiles. Partir..à la recherche de quelque chose qui pourrait me faire sourire encore. J'en ai besoin. Maintenant. Et si tu ne peux pas me donner une petite pièce de tranquillité, je la chercherai toute seule. Je l'ai appris

 
11 Luglio 2008

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06 Luglio 2008

Anni '80/'90

Io avevo i ciuccetti. Quelli piccoli da attaccare alle stringhe delle scarpe, e quello grande da attaccare allo zaino. Facevamo la raccolta di figurine degli Amici CercaFamiglia o di Piccoli Problemi di Cuore, cantavamo la canzone a squarciagola e ci emozionavamo. Avevamo il GiocaTraduci, inventavamo parole e le traducevamo in tedesco solo per essere impossibilitati a pronunciarle. Ci sembrava una realtà diversa dalla nostra. Siamo cresciuti con le prime tecnologie. Avevamo il Mio Caro Diario sul quale scrivevamo i nomi dei nostri amici del cuore e appioppavamo loro capelli, naso, occhi e bocca che più somigliavano. Facevamo i braccialetti con i fili e li vendavamo in spiaggia a 200 lire l'uno ed arrivati a 1000 lire andavamo a giocare ai videogames o su una giostra. Guardavamo Giochi Senza Frontiere e si tifava sempre per la squadra con il colore migliore. A volte la Slovenia perchè erano vestiti di fucsia brillante. A volte l'Italia perchè c'era qualcuno di attraente e perchè quel mese lì preferivo il completo azzurro. Imparavamo i numeri in 4 lingue diverse solo per far sentire a tutti quanto fossimo intelligenti. Compravamo le felpe larghe con i fiori, i pantaloni attillati con l'elastico sotto. Non avevamo cellulari. Dopo la scuola ci si metteva d'accordo su dove andare a fare i compiti e su quale merenda fare. Non avevamo computer. Arrivavamo a casa alle 16.45 ed alle 17 c'erano i puffi e poi Sailor Moon. Con le amiche del cuore nell'intervallo si facevano le gare di canto. Laura Pausini e le canzoni dello Zecchino d'Oro.  Poi si prendeva una matita, si alzava al cielo e si urlava "Potere del Cristallo di Luna, vieni a me!" e nessuno ti guardava male. Si faceva la corsa al diario più bello ad inizio settembre. Volevo qualcosa con tanto spazio nelle pagine. Perchè dovevo scriverci i risultati delle partite della mia Inter. Dovevo scriverci la formazione e mettere il voto a ciascuno. Suddiviso per "bellezza" e "bravura" e ne stilavo classifiche. Facevamo le ricerche con i libretti arancioni "le mie ricerche" che costavano 2000 lire dal cartolaio. La domenica c'era Lorella Cuccarini e Marco Columbro che facevano Buona Domenica. Non c'era tecnologia, non c'era la corsa alla moda, non c'era niente.

Eppure siamo cresciuti lo stesso.

 
19 Maggio 2008

Milano si tinge di neroazzurro

Domenica 26 Agosto alle ore 15 è iniziato il campionato. Io c’ero. Poi una pausa fino al 6 ottobre, giorno in cui ci giocavamo una caccia al napoletano mica da ridere (per lo stupido quanto inutile provvedimento di chiudere il settore ospiti: risultato? Tifosi del Napoli sparsi per il Meazza, ancora più rischioso, ma nessuno ci era arrivato, d’altronde siamo in Italia). Il giorno dopo qualcosa cambia: un hermes “perché non sei venuta a salutarmi? Potevamo fare la caccia insieme” e mia risposta “io in realtà c’ero, sono venuta a cercarti nei Boys ma non ti ho trovato!”. Questi hermes ironici e di sfida, nessuno sapeva che a breve sarebbero diventati la svolta.. E così fu: 31 ottobre: Inter-Genoa con la curva chiusa. All’uscita dal lavoro incontro Qualcuno fuori dallo stadio..Prima partita insieme, così fino all’11 Novembre, quando un triste evento come l’ingiusta morte del povero Gabriele Sandri, provoca il rinvio di Inter-Lazio. Così, ore 14 circa, di fianco al Baretto, sotto la Curva Nord, nessuno si aspettava che sarebbe totalmente cambiata una stagione con una piccola magia che aveva il sapore di un nero-blu puffo.

 

Primi mesi insieme, il mio compleanno, un capodanno insieme che difficilmente si potrebbe dimenticare. Fino al 13 gennaio. La mia trasferta a Siena. Poi a Liverpool (rovinosamente ahimé -.-) dal 18 al 21 febbraio. Poi a Genova. Tre trasferte in una stagione: le mie prime trasferte. E nessuno si aspettava che le avrei fatte con colui che tanto mi odiava. Ma forse era il preavviso di una stagione indimenticabile. I miei primi derby in Curva Nord. Indimenticabili per l’atmosfera. La mia prima partecipazione attiva alle costruzioni delle coreografie. Il magico Centenario, con un stadio al buio. Luci e colori nerazzurri dappertutto. Non perdo nemmeno più una partita oramai. La mia fede nerazzurra è sempre la stessa da decenni, ma questa volta nessuno mi ha fermato. Ero sempre lì. Gioia nelle vittorie, i punti sulla roma aumentano. Eppure, il 4 maggio, dalle stelle di un +6, passiamo alle stalle di un +3, per poi piombare vorticosamente in un +1 che rimarrà alla storia per la sofferenza col quale abbiamo seguito, ieri, un Parma-Inter. Match già iniziato male per l’ingiusta chiusura del settore ospiti.  Loro sono andati lo stesso a farsi sentire, avevo una paura folle sapere che eri lì in mezzo e che sarebbe potuto capitare qualsiasi cosa. Tremavo quando mi scrivevi “è un inferno”. Poi ore 15 dalla Roby: 6 donne ed il povero maschietto Fede. Tutti lì a tremare ancora.  90 minuti ci separano dal sogno (o dalla polvere?). Paura, paura, paura. Il gol della roma all’ottavo minuto ci porta a pensare che ancora una volta avremmo perso uno scudetto all’ultima giornata. Poi entra Ibra, gol dello 0 a 1. Dopo 16 lunghissimi minuti il raddoppio: Ibra 0-2. In casa Roby già abbiamo esaurito la voce, ma dettagli. Pareggio del Catania e grande festa. Cominciamo ad assaporare una festa che né io, né la Roby, né la Gio’ avevamo mai provato. Fischio finale: SIAMO I CAMPIONI D’ITALIA. Ci scaraventiamo fuori, prendiamo la macchina e mentre la Roby guida suonando il clacson. Io urlo AMALAAAAAAAA ad ogni persona che passa. Ci ritroviamo in piazzale Lotto in mezzo ai milanisti che tornano e che, poveri loro, questa stagione sono arrivati ad un misero quinto posto aahahahha. Le tre incuranti del diluvio, Cry, Roby e Giorgia piombano in via Dante a correre ed urlare sotto la pioggia. Un sogno. Un Duomo gremito di colori nerazzurri non l’avevamo mai visti. Tremiamo. Poi recuperiamo la Gio’ (non poteva assolutamente mancare una giornata così con lei), e via in metropolitana direzione Lotto. L’autista della metro ci delizia anche di un coro in diffusione sonora: “a tutti gli interisti: CHI NON SALTA ROSSONERO E’” che non fa altro che accrescere gli animi in attesa della festa a S.Siro. Arriviamo alle 20.30 ed entriamo alle 21.15. Salutiamo la Roby, mamma e Giorgia che si dirigono al primo ed io e la Gio’ saliamo in curva ad aspettare i reduci da Parma.

Uno stadio pieno di bandiere, il Capitano che alza la Coppa sopra le note di We Are The Champions. Luci nerazzurre. Per poi concludere con una pacifica invasione di campo che ci ha permesso di toccare il prato di San Siro: il prato dei CAMPIONI D’ITALIA





Giorgia, Roby, Cry e Gio' in attesa della festa a S.siro..

..a breve le altre foto..

 
07 Maggio 2008

.look

La pazzia del vivere
una splendida giornata primaverile.

Le posizioni assunte in questa foto si commentano da sole.
E questa è pure la foto riuscita meglio.


 
29 Aprile 2008

AUGURI





AUGURI PUFFETTO MIO 

(anche se non avresti voluto :-P)

 
26 Aprile 2008

Ville lumière

Cinque mesi diventeranno sei, sette, otto e via dicendo
Tre giorni nella Ville Lumière diventeranno cinque, sei o sette
Un bacio sulla Tour Eiffel diventerà una cena sui bateaux mouches.
Una passeggiata sulla Senna diventerà qualcosa di indelebile,
come le luci di Parigi in notturna..


 
12 Aprile 2008

naiveté

"Leur naïveté n'est pas dans leurs mots: elle est dans la tournure de leurs discours,
dans l'air qui'ils ont en parlant, dans leur ton, dans leur geste, même dans leurs regards"



                                                                                             Marivaux

cinque...cinque...cinque





(La loro spontaneità non è nelle loro parole: è nel costrutto dei loro discorsi,
nell'aspetto che hanno parlando. nel loro tono, nel loro gesto..anche nei loro sguardi...)

 
16 Marzo 2008

siraP




Come back soon



Wait me

 
06 Marzo 2008

Artisticità (?)

Ogni minima sottospecie di ispirazione poetica viene completamente bloccata sul nascere.
Ho perso qualsiasi forma di vena artistica. E non è una bella cosa.
Prendi l'arte...e mandala a fare in culo.

Mi lamento un po' va...d'altronde va di moda ultimamente

 
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